12 febbraio 2014

Al via i lavori sui tetti di Brera, primo passo “Verso la Grande Brera”

Al via i lavori sui tetti di Brera, primo passo “Verso la Grande Brera”. 60 mila metri quadri di tetto da restaurare e isolare 288.836 coppi di prendere in mano 3 milioni e mezzo di investimento 18 mesi per concludere l’intervento

Il Progetto Verso la grande Brera prende avvio proprio da Brera, ed esattamente dai tetti del grande complesso che ospita l’Accademia di belle arti, la Pinacoteca, la Biblioteca Braidense, l’Osservatorio astronomico, il Museo Astronomico e l’Istituto Lombardo di Scienze Lettere e arti, il sistema culturale integrato voluto da Maria Teresa d’Austria.
Nelle prossime settimane cominceranno ad essere messe in opera le impalcature che consentiranno l’avvio dei lavori che le maestranze della D’Auditorio Appalti e Costruzioni srl con sede a Teramo, impresa che si è aggiudicata l’appalto, si sono impegnate a concludere entro 18 mesi, o più esattamente, entro 545 giorni dall’avvio cantiere. 3.424.708,55 di euro il costo dell’intervento. In apparenza “ripassare” dei tetti sembra cosa da poco.
Così non è nel caso di Brera. Innanzitutto per la superficie coinvolta; si tratta, infatti, di ben 6 mila metri quadri di tetto, poco meno della superficie del campo di San Siro, per dare un’idea. Poi perché, per eseguire a regola d’arte l’intervento, dovranno essere “passati” ovvero tolti, se del caso sostituiti e quindi reinseriti qualche cosa come 288.836 coppi di epoca varia e quindi di fornaci e grane diverse: si va dai coppi di epoca teresiana a quelli messi in opera nel 1950, all’indomani del secondo conflitto mondiale per ovviare ai gravissimi danni causati dai bombardamenti del ’43 su Milano, a quelli di ulteriori, parziali interventi di tamponamento delle falle succedutesi negli ultimi decenni.
Sino all’intervento più organico sui tetti della sola Pinacoteca di una decina di anni fa. Senza citare le coperture del convento originale e degli altri edifici precedenti all’intervento settecentesco, verosimilmente riutilizzati in esso. A sostenere i coppi sono, ovviamente travi, travetti, assiti, tavelle e anche queste strutture, in molti casi risalenti ancora alla prima Brera, dovranno essere esaminate e, se del caso, sistemate. E con esse, camini, lucernari, pluviali ecc. ecc. Non è indifferente nemmeno ciò che queste coperture sono destinate a proteggere.
Sotto questi sei mila metri di tetto ci sono tesori dell’umanità come la Pinacoteca di Brera o la Biblioteca Braidense, con tutti i loro inestimabili capolavori.
Ma anche l’Accademia di Belle Arti, con la sua intensa attività didattica, l’Orto Botanico, l’Osservatorio Astronomico, l’Istituto Lombardo di Scienze Lettere e arti, senza dimenticare la storica e prestigiosa Associazione degli “Amici di Brera” a portare a ben sette le istituzioni che convivono oggi sotto questo immenso “ombrello” oggi, purtroppo malconcio.
La decisione della Direzione Regionale e delle due Soprintendenze milanesi di prendere in mano la fragilissima, vetusta copertura e di farlo con la massima urgenza consentita dalla normativa è derivata – come afferma il Direttore Caterina Bon Valsassina -°©‐ “dalla constatazione che il punto del non ritorno, con possibilità di danni a quadri, libri, attività e persone, si stava pericolosamente avvicinando, convincendoci che l’intervento, per quanto oneroso, non poteva essere rinviato, pena danni irreversibili alle strutture lignee del tetto e soprattutto a ciò che esso deve proteggere.
Lo stesso edificio è un’opera d’arte. Se si pensa che sulle coperture sono collocati anche i lucernari che danno luce alle sale della pinacoteca, si comprende la complessità dei lavori che verranno svolti. Non ci si limiterà soltanto alla realizzazione del manto esterno e alla sua coibentazione, ma saranno sostituiti o ripristinati i camini esistenti e tutti i lucernari presenti sulle falde dei tetti, saranno rinnovati e adeguati alle normative in vigore gli impianti elettrici, messe a norma le passerelle”. “Questo intervento sistematico non era più rinviabile: poter contare su coperture in ordine non solo garantisce dalle infiltrazioni di acqua piovana, ma permette anche un suo corretto smaltimento e dunque murature più sane, un maggiore isolamento.
E’ certo che la completa sistemazione e messa a norma dei tetti, anche sotto il profilo dell’isolamento, avrà riflessi sulla efficienza dagli impianti di riscaldamento e condizionamento, consentendo risparmi di gestione ma soprattutto assicurando il giusto comfort a chi vi lavora, vi studia o lo visita”. L’appalto dei lavori ha visto partecipare ben 123 imprese. Lo scorso 5 febbraio, la commissione di gara, bandita col criterio del massimo ribasso, confrontate le offerte, ha affidato l’intervento alla D’Auditorio Appalti e Costruzioni srl, che si è aggiudicata l’appalto con un ribasso del 26,6%. Si tratta di un’azienda non nuova a lavori di grande respiro poiché conta nel suo curriculum – oltre alla costruzione e riqualificazione di siti industriali – impegnativi interventi di restauro quali quelli realizzati sulle strutture murarie della Grande Aula e del corpo centrale dei Mercati di Traiano a Roma o per il restauro e miglioramento sismico della Concattedrale di Santa Maria Assunta di Nocera Umbra o del Consorzio della Misericordia a Spello.

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